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Rinascita alla Festa dell'Unità di Varese

Il prossimo 9 giugno alle ore 21 presenteremo il progetto della rivista Rinascita alla Festa della Schiranna.

Questa festa, nel corso degli anni, ha ospitato politici di valore, Giancarlo Pajetta, Achille Occhetto, Pierluigi Bersani, sindacalisti come Sergio Cofferati e Bruno Trentin, tanti dialoghi ispirati dal grande rispetto fra persone di diverso orientamento politico, come quello tra Livia Turco e il mio amico, purtroppo scomparso troppo presto, Roberto Maroni. Non è, tuttavia, del passato che ci vogliamo occupare, ma del futuro del nostro Paese e del Mondo. Con un’ossessione: le speranze dei giovani.

Non c’è futuro possibile senza Pace. Non può esserci cambiamento senza conoscenza della realtà. Il Presidente americano Donald Trump ha già, con le sue decisioni “oscillanti e imprevedibili, terremotato gli equilibri mondiali a partire da quelli fragili del multilateralismo. Nonostante ciò crei grandi incertezze nel domani di milioni di esseri umani, le destre sembrano godere di buona salute. Nel Mondo, in Europa, in Italia. Come mai? In Italia, per esempio, la destra racconta bene colossali bugie mentre la sinistra spiega con approccio scolastico le priorità dei cittadini. Dice la verità, ma non crea consenso tra le fasce popolari, perché eccessive oscillazioni alimentano paure. Questa, almeno, è la mia impressione.

È necessario andare a fondo dei problemi, indagare la realtà, senza paraocchi e pregiudizi. A questo proposito, Rinascita può fornire un contributo prezioso a tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei giovani, aborriscono le disuguaglianze e le guerre, vogliono, in una parola, “cambiare il Mondo”.

La rivista che oggi è online e da giugno pubblicherà 4 numeri trimestrali cartacei, può contare su tanti amici di valore politico e intellettuale e, a partire da essi, vorrebbe coinvolgere nel progetto competenze e suggestioni provenienti dal grande serbatoio culturale di tutto il Paese: questo è il senso di questo piccolo contributo che desideriamo fornire alla Schiranna.

La presenza al dibattito del Prof. Lelio Demichelis, autore di molti libri frutto di ricerche, passione e impegno civile, vuole essere un primo passo in questa direzione. Quella della Segretaria Provinciale del Pd, Alice Bernardoni, risponde all’esigenza di fornire un sostegno sempre più popolare al progetto medesimo.

Abbiamo bisogno, insomma, di esponenti politici e intellettuali nazionali e, allo stesso tempo, di occhi e gambe diffuse nel territorio. Ad esempio, la vocazione manifatturiera della Provincia di Varese sta nei dati, che cantano. Vi è nella culla delle Prealpi una densità industriale di 6 imprese per chilometro quadrato, contro una media lombarda di 3,4 e una nazionale di 1,4.  Ciò produce effetti diversi in un Paese nel quale da decine di mesi la produzione industriale è al palo e il Governo Meloni non sa elaborare una proposta di politica industriale nei settori chiave, all’altezza delle nuove sfide.

Non desidero ritornare sulla fotografia della regione più popolosa e produttiva del Paese. L’ho fatto, più volte e da anni, su queste colonne. Ma ha senso parlare di Lombardie se si paragona la Provincia di Varese a quella di Mantova o la Provincia di Sondrio a quella di Lodi? A mio giudizio, sì. L’unità è un bene prezioso dell’Italia, dei partiti, che va difesa come la pupilla degli occhi. Tuttavia, se si rimane privi di cultura autonomista si farà fatica a interpretare, e quindi a rappresentare, le radici popolari che si modificano sotto i colpi dei cambiamenti mondiali.

Ha senso parlare genericamente di Nord? L’Emilia fa storia a sé. Dal 1995 alle elezioni regionali il centrosinistra si è affermato, più volte, in Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino e Friuli. In Lombardia e Veneto, MAI. Vi è, pertanto, una questione lombardo/veneta che merita un esame approfondito, al di là di una necessaria maggiore attenzione al Nord.

I nuovi imperialismi si possono e si devono contrastare con un’Europa federale che abbia al vertice una personalità eletta direttamente dai popoli europei. Senza questo soggetto i singoli Stati nazionali europei, sono destinati ad essere colonizzati dagli USA o dalla Cina, ad esempio, sul tema dell’intelligenza artificiale. Anche se quest’ultima agisce su dati già esistenti, in un recente confronto promosso da Andrea Orlando, si sono posti obiettivi giusti: una politica industriale europea e la differenza, in Italia, tra grandi e piccole imprese, una stagione nuova di contrattazione sindacale. Un  dibattito attento al futuro, ai giovani, ai lavori che verranno, ai rischi e alle opportunità. Sul ruolo della tecnologia Papa Leone, nella sua recente Enciclica, ha ben descritto i rischi che può correre l’umanità: la logica secondo la quale l’efficienza è il valore supremo, il profitto il criterio di giudizio e il cambiamento tecnologico una forza della natura alla quale bisogna adattarsi e non un processo da governare.

Non abbiamo pretese eccessive. Su Rinascita, a suo tempo, Enrico Berlinguer scrisse gli articoli sul compromesso storico. Vorremmo, tuttavia, far conoscere l’importanza di uno strumento che può servire a tutti coloro che vogliono conoscere il mondo e cambiarlo.

Antonio Gramsci diceva: istruitevi, abbiamo bisogno della vostra intelligenza, organizzatevi, abbiamo bisogno della vostra forza. Chi pensa che basti un master universitario per conoscere la realtà è fuori dal mondo. Chi ritiene che un’efficace presenza sui social, pur necessaria,  possa sostituire una robusta organizzazione nazionale e territoriale, vive sulle nuvole.

Ecco riassunto il senso di un’iniziativa che ha l’ambizione di parlare alle persone che non si riconoscono solo nel centrosinistra. I cittadini, a mio giudizio, sono preoccupati per le guerre, il costo della vita e dell’energia crescente, per l’inflazione e, pertanto, desiderano per i loro figli e i loro nipoti un futuro di pace e di benessere. Tutti sentono il bisogno, quindi, di disporre di una chiave culturale per conoscere e interpretare gli aspetti geopolitici, culturali, produttivi, ambientali, di questo tempo.

Daniele Marantelli

da La Prealpina, 6 giugno 2026 

 

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