Le immagini dello scontro Trump/Zelenski alla Casa Bianca hanno impressionato il Mondo intero per la brutalità con la quale il Presidente americano e il suo vice hanno messo alla porta quello ucraino.
Tutto così imprevedibile? Se ci lasciamo guidare da opinionisti tv, esperti di geopolitica, intellettuali e politici, sì. Per chi ha l’ambizione di leggere la realtà con una propria autonomia, che prescinde dall’universo drogato dei social, non si è trattato di un fulmine a ciel sereno. Le classi dirigenti della sinistra italiana ed europea, con poche eccezioni, hanno smarrito, da tempo, l’obiettivo di pensare in grande. Per fortuna c’è chi non ha perso questa buona abitudine e ci aiuta a capire questo tempo incerto e terribile segnato da GUERRE sanguinose e intollerabili. Anche se da decenni la finanza comanda, i tecnici eseguono e i politici fanno interviste, non bisogna mai perdere di vista il valore della PACE. Da alcuni anni la realtà si è modificata. Il tecno/capitalismo sta costruendo un tecno/fascismo e una tecno/oligarchia nei quali la destra, apparentemente libertaria e vicina alle preoccupazioni degli “ultimi”, sta menando colpi di piccone ai diritti sociali e civili, minando alla radice il valore più importante: la libertà.
La cosiddetta trappola tesa alla Casa Bianca da Trump e Vance è la conseguenza di tutto ciò. Il duo vecchio/giovane è sostenuto da un’oligarchia che ha l’obiettivo di dominare il Mondo. Non lasciamoci fuorviare dai tentativi che verranno messi in atto in Europa e altrove, per risolvere i conflitti, al netto degli svarioni. Può, per esempio, essere promossa a Londra la prima riunione europea dopo il fattaccio alla Casa Bianca? E cioè nel Paese uscito dall’UE? Senza un preventivo e stretto accordo Germania, Francia, Italia e Spagna non c’è politica europea che tenga. Idee, insomma, non chiacchiere inconcludenti. Tanto più dopo la decisione di Trump di non inviare altre armi all’Ucraina.
Musk, Bezos, Zuckerberg puntano ad egemonizzare il Mondo. Pensavamo che la tecnologia aiutasse le persone a fare meno fatica, a lavorare di meno così da dedicare più tempo agli affetti, alla cultura, allo sport. Non è andata e non sta andando così. Ormai con lo smartphone lavoriamo 24 ore al giorno per 7 giorni. Anche quando non smanettiamo lui lavora. Trasmette dati. Li inoltra agli oligarchi privati che, ciò è comprensibile, puntano a moltiplicare i loro profitti. I loro bilanci sono più grandi di quelli di interi Stati. E questo è il punto. Come mettere davanti alle ingenti fortune di pochi la libertà di miliardi di persone? Bisogna cambiare il Mondo partendo, tuttavia, da questa consapevolezza maledettamente concreta.
L’Europa deve porsi questo obiettivo. Lo può raggiungere. Ha le forze valoriali, culturali, economiche, commerciali per farcela. La sinistra europea deve, innanzitutto, lavorare per questo. La Segretaria del Pd Elly Schlein, al riguardo, ha recentemente avanzato proposte importanti. Sappiamo, per esempio, che senza una politica industriale europea, con relative risorse, è difficile costruire una politica industriale in Italia. Nel breve periodo le scelte comuni europee, al riguardo, non ci saranno. Ciò non può costituire un alibi per stare con le mani in mano come fa in questo campo il Governo italiano. Non abbiamo materie prime, si dice. Vero. Ma succede da secoli. Forse che essere privi di miniere d’oro ha impedito all’Italia di avere i migliori orafi del mondo? E’ in questo spazio che occorre concentrare sforzi e investimenti. Certo che se ci lasciamo sfuggire i migliori talenti giovanili che vanno all’estero frustrati da politiche amicali e relazionali che mortificano il merito, il futuro del nostro Paese non sarà all’insegna del benessere e della libertà. Bisogna, invece, premiare le idee. Da Roma in giù.
Si è sviluppato su questo giornale un confronto, necessario, sul futuro della Provincia. Vale la pena ricordare che nella seconda metà degli anni ’90 si è finanziato il progetto del collegamento ferroviario, poi realizzato, con la Svizzera. Nel 1998 si istituì l’Università dell’Insubria e si inaugurò l’hub di Malpensa. Nel 1999 si finanziò la costruzione del Nuovo Ospedale di Varese. Risorse destinate, tutte, da Governi di centrosinistra. Quei progetti, tuttavia, furono il frutto di idee locali che coinvolsero partiti, istituzioni di diverso orientamento, forze sociali e culturali. La loro realizzazione migliorò le condizioni culturali ed economiche delle nostre comunità. E adesso? Giusto guardare al futuro con un orizzonte ampio, coinvolgendo tutti. Ma possiamo limitarci al metodo quando i fatti, la vicenda Beko ad esempio, ci richiamano alla dura realtà? Sono emersi, fin qui, spunti interessanti. Non sono stati indicati, a mio giudizio, obiettivi concreti analoghi, per potenza, a quelli appena richiamati.
A me pare chiaro che i grandi oligarchi hanno un obiettivo ambizioso e inquietante: impedire alle persone di PENSARE. So che si tratta di una tesi discutibile, forte e, forse, eretica.
Ma la tanto decantata intelligenza artificiale che fa se non questo? La maggioranza dei lavoratori pensa che ne avrà un beneficio. Non ne sarei così sicuro. Certo porterà, a partire dalla sanità e non solo, miglioramenti. Ma, se riflettiamo, utilizzerà, molto bene, dati già ESISTENTI.
Ecco perché non dobbiamo perdere l’abitudine di pensare in grande, di cambiare il Mondo, consapevoli che le persone non possono sopravvivere alla distruzione della Terra, ma la Terra può sopravvivere all’estinzione del genere umano.
Daniele Marantelli
da La Prealpina 5 marzo 2025
