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"Coraggio e ambizione nella legge di stabilità"


«La legge di stabilità che verrà presto esaminata dal Senato inverte la tendenza degli ultimi anni, ricominciando a parlare di investimenti e non solo di tagli»: su questo punto, seppur con sfumature diverse, concordano il deputato Pd Daniele Marantelli, il rettore dell'Università dell'Insubria Alberto Coen Porisini e il sindaco di Tradate Laura Cavalotti, ovvero i tre relatori dell'incontro organizzato, l'altra sera, dal Partito democratico.

 

Pubblico numeroso, all'istituto Interpreti e traduttori di via Cavour per ascoltare i tre interventi sulla ex “finanziaria”. «Si tratta di una legge coraggiosa e ambiziosa, che propone 18 miliardi di tasse in meno e si inserisce perfettamente nell'alveo delle riforme attuate dal governo Renzi» ha esordito Marantelli, elencando poi i punti fondamentali di quella che lui definisce come una «manovra finalmente espansiva»: l'integrale decontribuzione per tre anni a favore di chi assume lavoratori a tempo indeterminato, la completa deducibilità della componente lavoro dell'Irap, il fondo per attuare i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Jobs Act, la proroga delle detrazioni per gli interventi edilizi e di riqualificazione energetica, ma anche «misure più rivolte alle famiglie come il bonus bebè di 960 euro per i nuclei familiari sotto i 25.000 euro annui di reddito e la stabilizzazione degli 80 euro mensili per i lavoratori con reddito entro i 26.000 euro annui lordi.

Coen Porisini ha iniziato il proprio intervento ricordando «la grande lontananza dell'Italia da quel 3% di Pil che, entro il 2020, andrebbe investito in ricerca: al momento siamo circa all'1.25%, in più le università continuano a soffrire quei tagli che le precedenti leggi finanziarie avevano incredibilmente stabilito per più anni». Tuttavia, il rettore guarda con ottimismo «alla sensibile riduzione degli stessi tagli e al finanziamento del credito d'imposta per ricerca e sviluppo, così come al piano La Buona Scuola che agisce sugli altri livelli formativi: in tutti questi casi si tratta di chiari segnali di un'inversione di tendenza».

Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Tradate Laura Cavalotti, per la quale «l'allentamento del patto di stabilità e la possibilità di vantaggi ulteriori per i Comuni che si fondono tra loro o effettuano scelte di gestione associata dei servizi sono assolutamente positivi».


da Marco Regazzoni, La Prealpina, 7 dicembre 2014

 

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