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"Ora sì che il governo è forte" Marantelli ottimista dopo "la sconfitta di Berlusconi"

Quando Silvio Berlusconi, dai banchi del Senato, annunciava la fiducia a Letta, i parlamentari della Camera erano incollati ai monitor del transatlantico. In molti volevano vedere affondare Silvio in diretta e, invece, è arrivato l'ennesimo colpo di teatro. Un salvataggio in extremis. Fra gli occhi incollati ai televisori, stupefatti, c'erano anche quelli di Daniele Marantelli.

 

Il deputato varesino di lungo corso non se l'aspettava. Ma, allo stesso tempo, non è rimasto stupito più di tanto. "Molti attorno a me - spiega descrivendo la scena -  allargavano le braccia, altri erano sorpresi, altri ancora esprimevano ironia o giudizi di severità. Per me è stata l'ennesima capriola spericolata: si tratta di un tentativo di nascondere un'evidente sconfitta politica che fin dalle prime ore del mattino di mercoledì pareva chiara. Ad ogni modo, siamo di fronte alla fine di un'egemonia ventennale all'interno della sua creatura padronale. Posso sbagliarmi, ma dopo mercoledì, può veramente cambiare tutto."

Per l'esponente del Partito democratico, dopo essersi salvato grazie alla fronda PDL aperta dal trio Alfano-Cicchitto-Formigoni, il governo ne esce rafforzato: "Ora l'orizzonte dell'Esecutivo si allunga perchè non ci sarà più chi, come Berlusconi, blocca il Paese sulle sue vicende personali, come la giustizia, la decadenza da senatore e le decisioni della Giunta, per le elezioni del Senato."

Marantelli, che proviene dagli ex DS, elogiando "la fortissima unità del PD nella stagione del massacro al Governo", chiude qui i commenti di tattica politica e preferisce soffermarsi sui temi più pressanti che riguardano l'Italia: "La priorità delle istituzioni deve essere il dramma sociale del lavoro e della disoccupazione giovanile. E' la madre di tutte le battaglie: togliere le tasse dal lavoro e aumentare la busta paga dei dipendenti. Non è solo una questione di denaro ma, riprendendo le parole di papa Francesco, dal lavoro passa la dignità di ogni persona".

Il secondo snodo sarà quello delle riforme costituzionali: "Bisogna superare il bicameralismo che blocca il Paese: non verranno in alcun modo messi in discussione i valori della Costituzione, ma solo così le istituzioni potranno essere più forti".

Infine, uno sguardo ai temi del territorio; Marantelli li sta seguendo di persona: "Purtroppo si sta rincorrendo una crisi dietro l'altra: Riva Acciaio, Husqvarna, Sea Handling. Per quest'ultima non c'è ancora una proposta concreta ma mi auguro che, attraverso le risorse date agli enti locali, si possa affrontare con lo strumento dei lavori socialmente utili,. Certo, si tratta di una soluzione per volare basso ma, nel frattempo, si potrebbero trovare altre idee".

Idee come quelle che, secondo Daniele Marantelli, permettono già oggi di esprimere un giudizio positivo nei confronti del governo Letta: "Palazzo Chigi ha trovato 1,5 miliardi per la cassa integrazione in deroga, salvato 150.000 precari, messo in circuito 12 miliardi di euro grazie al pagamento alle imprese da parte dei Comuni. E' un volume di liquidità senza precedenti negli ultimi decenni. Ora, durante il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, dobbiamo essere in grado di voltare pagina: dall'austerità alla crescita".

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