Lettera aperta al prefetto di Varese. Contro il virus serve una cabina di regia

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Gentile dr. Caputo, benvenuto a Varese. La attende, come nuovo Prefetto, un compito difficile, ma che potrà lasciare un segno importante nel futuro di questa terra.

 

Senza una strategia comune dell'Europa il Covid-19 è uno spettro che si aggirerà almeno sino alla scoperta del vaccino. Tale consapevolezza non può costituire un alibi per tollerare nella nostra Provincia pigrizie e sottovalutazioni. Qui e ora dobbiamo contrastare la pandemia e preparare, con decisioni coraggiose, una stagione di riscossa.

Vorrei farLe una proposta concreta: la ministra dell'Interno ritiene "sia necessario creare una cabina di regia a livello provinciale con la partecipazione di tutte le associazioni imprenditoriali e di categoria, sindacati, mondo finanziario e creditizio". Una impostazione corretta, ma insufficiente.

Nei nostri ospedali si sono compiuti grandi sforzi organizzativi per affrontare l'emergenza. Il personale si è battuto con spirito di sacrificio anche quando il materiale di protezione non sempre è stato adeguato.

Era chiaro a molti che, da noi, il punto debole sarebbe stato il territorio. Potenziando gli strumenti dei medici di base. L'ordine dei medici di famiglia ha ritenuto che ciò non sia accaduto con la necessaria efficacia. Spiace constatare che ad essi i vertici locali di Ats abbiano riservato una risposta sbrigativa, pur sapendo che il loro presidente provinciale ha pagato con la vita la lotta al virus.

Su queste colonne mi ero permesso, giorni fa, di suggerire "una terapia d'urto per circoscrivere i fattori di focolaio, dare spiegazioni scientifiche dei contagi relativamente bassi, fornendo strumenti incisivi per sindaci, medici di base, case di riposo". È sulla base della conoscenza delle cause che si decide la gerarchia degli interventi.

Recentemente i dirigenti di Ats hanno motivato il loro lungo silenzio dovendo rispettare rigide disposizioni della Regione Lombardia. Non è tempo di lungaggini burocratiche. Ciò vale soprattutto per le RSA dove servono azioni urgenti e straordinarie. Affermare che la situazione è "sotto controllo" stride con la tragedia che stanno vivendo tantissime famiglie.

Gentile Prefetto, purtroppo dovrà anche affrontare un grave conflitto emerso nelle scorse settimane tra importanti istituzioni locali. Non sempre è stato così.

L'università dell'Insubria fu realizzata in presenza di leadership politiche diverse. Provincia, Lega, Regione, Forza Italia, Governo, Ulivo. Collaborarono consentendo al ministro Berlinguer di istituire nel 1998 l'Ateneo. Un risultato storico. Quello spirito va recuperato rapidamente.

Ricostruire la medicina territoriale richiederà tempo. Noi dobbiamo agire subito. Dobbiamo fare tornare in sicurezza i pazienti dimessi da Covid. Non è ragionevole scaricare sulle famiglie i rischi di nuovi contagi. C'è bisogno di strutture per accoglierli. Siano alberghi o cliniche convenzionate, le soluzioni vanno preparate e organizzate. In quale sede prendere decisioni ? Penso che la cabina di regia provinciale sia uno strumento che non ha alternative. Ci saranno enormi problemi di personale. Ecco perché serve anche l'apporto di istituzioni, di una Ats all'altezza della sfida, di Aziende Ospedaliere e di personalità esperte. Il 4 maggio è vicinissimo. Servono decisioni impegnative. Qui, diversamente da altre province lombarde, c'è un aeroporto internazionale e la più importante industria aerospaziale. Per le attività economiche il tema non è quando riaprire, ma come organizzare la loro ripresa senza delegare ad altri le valutazioni sulla sicurezza e sulla concorrenza internazionale.

Meglio evitare pietose bugie tipo "non perderemo neanche un posto di lavoro". Più corretto è dire che nessuno verrà lasciato solo. Abbiamo bisogno di rassicurare e dare speranza, non di propaganda.

Serve un presidio autorevole che combatta prevedibili furbizie e premi il lato migliore di persone e associazioni. La liquidità alle aziende, per esempio, si dovrà dare a condizioni che non si licenzi e non si delocalizzi.

Temo che Milano, punta di diamante del Paese, soffrirà più di altri. Anche per questo servono progetti innovativi e fantasia, riattivando, ad esempio, strumenti di collaborazione con il Canton Ticino come l'Interreg. Qui non mancano personalità che hanno dimostrato il loro valore internazionale nella medicina e nell'impresa. Una nuova stagione è possibile se queste energie daranno una mano. Nella cabina di regia provinciale direttamente, o a sostegno della stessa.

Caro Prefetto, Le auguro, con tutto il cuore, buon lavoro, certo che coglierà lo spirito costruttivo di questa proposta.

Daniele Marantelli

Direzione Nazionale P.D.

La Prealpina, 15 aprile 2020