Dichiarazione di voto dell'on. Daniele Marantelli del 2 agosto 2017 in occasione dell'approvazione del conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2016 e del progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno 2017

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Signora Presidente, nelle scorse settimane, in quest'Aula, abbiamo registrato accuse di opacità ripetute più volte nei confronti del nostro gruppo parlamentare: insulti ricorrenti nella poco onorevole storia dell'antiparlamentarismo italiano.

Si può discutere dell'attività del gruppo del PD, esprimendo anche le critiche più severe, quello che non è accettabile è il giudizio morale. Come tesoriere del gruppo, prima delle considerazioni sul bilancio della Camera che farò, sento prima di tutto il bisogno e il dovere di ringraziare i deputati per la loro collaborazione. Le donne e gli uomini del PD sono persone perbene, grazie a tutti di cuore per il vostro rigore e la vostra onestà .

I dati del bilancio risentono delle innovazioni di questi anni: vi è nei documenti una leggibilità e chiarezza che permette, anche a chi non è un esperto di conti, di farsi un'opinione precisa sul consuntivo 2016 e sul progetto di bilancio per il 2017. La domanda di trasparenza è cresciuta in ogni campo nel Paese. È un bene. Anche contrastare le sciocchezze è un atto di trasparenza. Le opinioni politiche sono legittime, i fatti, i dati, hanno la testa dura. Da questi dobbiamo sempre partire, perché la deformazione dei fatti non aiuta il confronto tra di noi e, quel che è peggio, non aiuta a risolvere i problemi dei cittadini.

Le spese di funzionamento dalla Camera saranno di 950,4 milioni, 15,3 milioni in meno sul 2016, al netto degli 80 milioni restituiti al bilancio dello Stato: la restituzione più consistente mai operata. Le restituzioni nella legislatura in corso ammonteranno a 200 milioni di euro. Se si aggiungono a queste somme i 150 di minore dotazione richiesta al bilancio dello Stato nel biennio 2013-2015, possiamo affermare che, dal 2013 al 2017, i contribuenti avranno risparmiato per il funzionamento della Camera 350 milioni. Per il sesto anno consecutivo la spesa segna una riduzione, rispetto al tetto massimo che si era registrato nel 2011. Fuori da ogni boria di parte, possiamo con orgoglio - questo sì - affermare che non temiamo confronti con altre istituzioni, sia pubbliche che private. Per questo dobbiamo riconoscere il lavoro della Presidente Boldrini, del Collegio dei questori e dell'Ufficio di Presidenza della Camera. Ma permettetemi anche di ringraziare le idee e il sostegno a questo impegno del gruppo del PD, che è stato ed è la spina dorsale dell'Aula in questa XVII legislatura. Noi non sottovalutiamo il permanente grado di sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Anzi, a questo proposito sappiamo che tutte le indagini collocano il Parlamento e i partiti al penultimo e all'ultimo posto.

A maggior ragione, noi dobbiamo andare a testa alta per questi risultati. Per raggiungerli si sono resi necessari notevoli sacrifici. La spesa per il personale dipendente passa da 238 milioni a 170,6 (meno 28,4 per cento). Al 1° gennaio 2008 - voglio dirlo - la Camera aveva 1.779 dipendenti, con il blocco del turnover siamo a 500 unità in meno, con conseguenti ricadute sui carichi di lavoro. Questo è un tema aperto, che la prossima legislatura dovrà affrontare, quello dei concorsi.

 

Abbiamo esaminato molti ordini del giorno. C'è rispetto per l'impegno dei colleghi, che si sono cimentati anche in alcuni ordini del giorno creativi. Noi ci siamo limitati a pochissimi, non per sottovalutazione, ma per realismo. Sarà infatti il prossimo Parlamento a riprendere questi temi. Non possiamo però ignorare alcune situazioni delicate. Gli ex lavoratori della Milano 90, impegnati a Vicolo Valdina, sono tra queste. Abbiamo sollecitato i questori - e lo facciamo anche con l'amministrazione della Camera - a porre mano con ulteriori esternalizzazioni, ad una condizione che, per il nostro gruppo, è inaccettabile. Così come andrà perfezionato il rapporto con i collaboratori.

All'attivo non possiamo in questa discussione ignorare i risultati importanti, frutto dell'azione dei Governi Renzi e Gentiloni, ma anche del nostro lavoro. Il segno più accompagna stabilmente molte statistiche: il PIL, che era meno 2,8 nel 2012, e che poi ha avuto, dal 2013, sempre segni più; consumi: più 2,9, tra il 2014 e il 2016; l'indice di fiducia di consumatori e imprese; il tasso di disoccupazione, dal 13 per cento del febbraio 2014 all'11,1 del giugno 2017; il tasso di disoccupazione giovanile è sceso di 6,4 punti; il tasso di occupazione femminile e al 48,8 per cento, il più alto da quarant'anni. Siamo entrati nel Rinascimento? Naturalmente no, le disuguaglianze restano forti e la condizione di povertà assoluta riguarda quasi 4 milioni e mezzo di italiani. La disoccupazione giovanile al 35,4 è il nostro assillo principale. Nessun trionfalismo, dunque, ma chiara consapevolezza, però, di poter cogliere gli evidenti segnali di ripresa economica in Europa. Noi rispettiamo tutti, ma pretendiamo rispetto. Mai sottovalutata la Lega, mai definito Forza Italia partito di plastica, abbiamo imparato a conoscere anche il MoVimento 5 Stelle: attraverso raffinate e moderne procedure e big data riesce ad avere ritorni importanti sugli umori dei cittadini. Si spiega così il cambiamento di posizione sullo ius soli: con ogni probabilità - accetto scommesse - cambierà posizione su euro ed Europa nelle prossime settimane. Una politica che ha dimensione popolare deve avere tuttavia più ambizione, non limitarsi a registrare umori, ma cambiare il Paese. I grandi partiti popolari servono a questo.

C'è un dato che mi colpisce: le persone non sorridono più, sorridono poco: colpa della crisi economica? Mah! Nell'agosto di cinquant'anni fa dovevo attraversare il cortile per andare in bagno, di giorno davo una mano nei campi per fare il fieno e le cene, la sera, erano sobrie, ma dopo cena famiglie di contadini e operai, lombardi, veneti, calabresi, si trovavano in quel cortile a chiacchierare e anche a cantare in un clima di allegria e solidarietà, nonostante faticose giornate di lavoro in fabbrica o nei campi. Chi è stato influenzato da Enrico Berlinguer rifugge da ogni demagogia. Berlinguer diceva: io le invettive non le lancio contro nessuno, gli anatemi sono espressione di fanatismo, e c'è troppo fanatismo nel mondo. L'abbiam visto anche qui.

Nessun anatema, dunque, ma una riflessione credo sia necessaria: forse in quei contadini operai mal pagati c'era la speranza di cambiare; forse, se la lezione vale per oggi, c'è bisogno di dare all'Italia il senso di una nuova missione. Questo, nonostante l'imponente lavoro fatto in quest'Aula e nelle Commissioni, non c'è ancora. Sì, imponente, perché le leggi sui diritti civili, sulla giustizia, sull'economia e su tanti altri argomenti questo sono! Il PD, partito riformista, voterà a favore del bilancio. Per i riformisti non ci sono mai stati tempi facili. Esasperati personalismi e tafazziani conformismi sono le malattie infantili del moderno riformismo. Noi abbiamo cercato di contrastarle, e così faremo in futuro. Sobrietà, rigore, razionalizzazione: è in questa cornice che la settimana scorsa è stata approvata la legge sui vitalizi. Il MoVimento 5 Stelle protesta per la decisione del Senato, ma è abbaiare alla luna: se avessimo approvato la riforma costituzionale, avremmo evitato la navetta tra Camera e Senato. Oggi, economia e finanza comandano, i tecnici eseguono, i politici fanno le interviste ai giornali e alle TV: se non si ribalta questa gerarchia, qualcuno continuerà a percepire stipendi e buonuscite da nababbo e i rappresentanti del popolo si perderanno in discussioni sugli scontrini o addirittura abbandonando l'Aula, come hanno fatto oggi, con l'augurio e la speranza che questo abbandono li dedichi perlomeno a dare una mano a risolvere i problemi dell'acqua, dei rifiuti e dei trasporti, di cui soffre la capitale vergognosamente non governata.

Voglio fornire all'Aula, per concludere, i dati complessivi dei costi dei parlamentari, servizi compresi, in Europa: l'Italia, 19.218 euro; la Francia, 22.791; la Gran Bretagna, 24.826; la Germania, 29.173. È chiaro? Quindi, se alla prossima legislatura si vogliono affrontare i problemi, si parta da qui. Ringraziando tutti i dipendenti - resocontisti, commessi, operai, segretari di Commissione, il Servizio studi, la Segretaria generale -, perché senza il loro prezioso apporto non potremmo fare bene il nostro lavoro