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Disabili: la Camera approva la legge che aiuta le famiglie e assicura assistenza dopo la morte dei genitori. Marantelli: "E' una rivoluzione copernicana"

Dopo di noi... non ci sarebbe stato nessuno. Dopo di noi c'era solo il buio. Ora, invece, dopo di noi, c'è qualcuno. Meglio ancora, esiste un futuro per chi è affetto da disabilità e accanto non vi è più il sostegno della famiglia.

 

La strada non è più un vicolo cieco una volta che i genitori o i familiari più prossimi lasciano questo mondo. Il cammino può continuare comunque per coloro ai quali la vita è stata molto avara. Giovedì scorso la Camera dei deputati ha approvato a larghissima maggioranza in prima lettura, una legge battezzata "Dopo di Noi". Ora toccherà al Senato mettere il definitivo sigillo.

Il precorso (si spera) non dovrebbe proprio trovare intoppi in virtù della diffusa sensibilità con la quale i deputati hanno licenziato il provvedimento di legge.

"E' una rivoluzione copernicana - evidenzia l'onorevole Daniele Marantelli (PD) - e mi fa piacere che venga messo in luce perché siamo di fronte ad un cambio culturale e di mentalità degno di un Paese civile. Con questa legge, che è stata approvata con 374 voti a favore e contro hanno votato solo i Cinque Stelle e non ho compreso il perché, garantisce un domani a quelle persone disabili che finora erano sostenute dalle famiglie e penso ai ragazzi che sono aiutati dai genitori. Tutti - commenta Marantelli - ci siamo sempre posti la domanda sul dopo di queste persone, su chi li avrebbe assistite una volta che il papà e la mamma sarebbero morti. Bene, questa legge, dà una risposta, offre certezze andando incontro alle preoccupazioni di tante famiglie che in silenzio e con sacrifici vivono situazioni difficili, impegnative dal punto di vista economico e poi sempre con quel tarlo del dopo di loro".

Un provvedimento che colma un vuoto legislativo, che riempie un vuoto sociale e quegli articoli e quei commi sono pure ammantati dal linguaggio giuridico, ma esprimono una sorta di desiderio, un'ansia ed un'aspirazione che lo stesso Marantelli ha vissuto in proprio.

Racconta: "In famiglia ho avuto una zia disabile e mi ricordo, ed ero un ragazzo, che la preoccupazione dei miei nonni era per il dopo, chi le sarebbe stato accanto una volta che loro non ci sarebbero stati più al mondo. C'erano altri familiari per il dopo, per carità, però quel pensiero e vorrei dire quel cruccio veniva sempre a galla ogni volta che mia nonna parlava con mia mamma".

E la legge va oltre. Spiega l'onorevole varesino: "Fino all'approvazione di questa legge un disabile che compiva sessantacinque anni usciva dal percorso di assistenza entrando nella categoria degli anziani. Adesso la legge prevede che il suo stato di disabilità le venga sempre riconosciuto a prescindere dall'età anagrafica".

da Giovanni Toia, La Provincia, 7 febbraio 2016

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