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Il ministro Orlando, con Marantelli, alla Schiranna: "Sistemare le carceri? I soldi ci sono"

 

La riforma delle tasse. "E' già iniziata, abbiamo già varato alcuni decreti. Ma ogni manovra deve essere accompagnata dalle risorse necessarie: questo è il tema che dovremo affrontare nella legge di stabilità".

 

Via l'imposizione sulla prima casa? "E' un nostro obiettivo, un obiettivo ambizioso. Ma non il solo: dobbiamo mettere in campo strumenti contro la povertà per risollevare il ceto medio, per dare ulteriore impulso al mercato del lavoro e all'occupazione. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è giunto ieri sera alla Festa Democratica della Schiranna, invitato dal parlamentare varesino Daniele Marantelli. E' arrivato dopo che era appena finito l'acquazzone. E prima di salire sul palco, per illustrare a 360 gradi le riforme del suo governo, il governo Renzi, ha fatto una sintesi, partendo appunto dalle manovre fiscali. Via l'Imu sulla prima casa? Confermata l'intenzione.

Il Guardasigilli, accolto con grande affetto dal popolo democrat varesino, ha parlato quindi di Europa, dello spazio aperto dalla Grecia, in tema di rivendicazioni, che "anche l'Italia può sfruttare". Sì perché la ricetta dell'austerity, ha detto senza troppi giri di parole Orlando, non ha dato risultati ma ripercussioni negative. Si deve andare oltre la cura....lacrime e sangue. "Il rigore non è la soluzione del problema". Ne servono dunque altre. E, da ministro della Giustizia, ecco il problema delle carceri, in cui rientra anche Varese: mesi fa, il sottosegretario Ferri aveva ventilato le risorse per ristrutturare i Miogni, sfruttando l'ampliamento sul retro offerto dal Comune. Orlando ha confermato la volontà di investire sulle manutenzioni, abbandonando i vecchi piani di costruzione di tanti nuovi penitenziari. Varese può sperare dopo avere scongiurato (forse) la cura del taglio? Si vedrà. Il Guardasigilli ha però osservato che il numero dei detenuti è in calo e che occorre puntare sulle politiche di rieducazione, sulle pene alternative.

Tornando poi al budget sull'edilizia carceraria, ha specificato che le risorse ci sono ma occorre lasciarsi alle spalle certi progetti e i commissari straordinari che avrebbero dovuto gestirli. Sulle riforme in generale, un impegno coerente: "Tante cose stiamo facendo, tante ne dovremo fare", precisando che in questa mission il PD deve recuperare un ruolo di centralità. Messaggio politico? Forse. O forse un semplice incitamento a proseguire sulla strada, spesso in salita, del cambiamento.

Capitolo profughi. Arrivano, quasi ogni giorno, e cresce un sentimento di insofferenza. Orlando non si sottrae. E bacchetta: "C'è chi dice che la crisi è colpa della casta e chi la attribuisce invece all'immigrazione. Secondo me, la crisi è anche da andare a cercare negli speculatori finanziari, in chi si arricchisce alle spalle degli altri. La polemica sugli immigrati è demagogica".

Da ultimo un accenno a quella che è la riforma di sua diretta competenza: la giustizia, i tempi di cause e processi. Il Guardasigilli ha spiegato che sta lavorando sia sul processo penale che sul fronte del civile. I risultati insomma non tarderanno: questo l'impegno.

Sul palco della Schiranna, prima di dare la parola al ministro, il saluto del segretario provinciale Samuele Astuti e il discorso dell'onorevole Marantelli, il cui feeling con il popolo del PD, almeno quello presente ieri, è parso davvero fortissimo. C'era anche il coordinatore regionale Alessandro Alfieri. Un caloroso abbraccio, il suo, con Orlando.

da Pasquale Martinoli, La Prealpina, 25 luglio 2015

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