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Mai più vili aggressioni ai sindaci. Il governo s'impegna alla Camera. Marantelli: "Un salto di qualità decisivo. Accolte le idee del territorio"

Amministratori aggrediti: c'è l'impegno del governo per tutelarli in modo più forte. Coinvolte anche prefetture, magistratura e forze dell'ordine.

 

"Non solo loro - spiega Daniele Marantelli, parlamentare varesino del PD - ma anche i dipendenti degli uffici pubblici e di tutti quegli enti che vedono il loro personale a diretto contatto con il cittadino".

E' stato proprio Marantelli a presentare sul tema, in seguito alle aggressioni ai danni dell'assessore ai Servizi sociali del Comune di Lavena Ponte Tresa Nicola Fierravanti e del sindaco di Sesto Calende Marco Colombo.

Un'interrogazione che, rivolta al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al  ministro degli Interni Angelino Alfano, non soltanto è stata immediatamente inserita all'ordine del giorno dei lavori della Camera, ma è stata votata e approvata. "C'è a questo punto l'impegno formale del governo, dei due ministri Orlando e Alfano con i quali mi sono già confrontato sul tema, a cercare degli spazi normativi per tutelare in modo più forte sia gli amministratori che i dipendenti degli uffici pubblici, sempre più spesso vittime di aggressioni", ha spiegato il deputato varesino.

Che ha aggiunto: "La crisi, il difficile momento economico che ha portato dieci milioni di cittadini sulla soglia della povertà, certamente ha esasperato gli animi. Ma l'esasperazione non può giustificare comportamenti illeciti. E l'impegno del governo a garantire maggiori tutele a chi opera in favore dei cittadini tutti, adesso è formale".

Marantelli, nell'interrogazione, ha ricordato quanto avvenuto a Cardano al Campo nel luglio 2013. "Una vicenda che mi tocca a livello personale". Il sindaco Laura Prati fu uccisa in Comune a colpi di arma da fuoco per il solo fatto di essersi applicata nel puntuale rispetto delle norme. Non voglio dire che la vicenda fu sottovalutata, perché non è così: ma anche allora ci furono delle minacce".

L'interrogazione, che la Camera ha fatto propria, parte proprio da quanto accaduto a Lavena Ponte Tresa e Sesto Calende. "E si arriva in tutta Italia - dichiara Marantelli - Fatti analoghi sono avvenuti anche in molte altre regioni". Da Varese al resto del Paese per una maggiore tutela di chi si mette a disposizione della collettività con spirito di servizio.

"I Comuni sono il primo baluardo della legalità sul territorio. La prima persona alla quale si rivolge il cittadino che ha un problema è il sindaco. Una maggiore tutela è doverosa".

L'impegno richiesto al governo è chiaro: "Mettere in campo - si legge nel documento votato dalla Camera - tutte le azioni necessarie a tutelare e difendere gli amministratori pubblici oggetto di minacce con una più specifica e completa sensibilizzazione delle prefetture, della magistratura e delle forze dell'ordine".

Il documento impegna inoltre i due ministeri competenti a "valutare la necessità di predisporre un intervento legislativo che punti a ricercare le soluzioni più adeguate sul piano della prevenzione e della repressione penale, che consentano di proteggere tutti coloro che con spirito di servizio e abnegazione svolgono quotidianamente il proprio lavoro".

"Questo è il salto di qualità; la corruzione è uno dei fattori principali che scoraggiano gli investimenti esteri nel nostro Paese". Marantelli illustra le linee cardine della nuova legge contro la corruzione approvata dal governo. "Un progetto che ho seguito passo passo - spiega - e che ha ricevuto il plauso di big quali Raffaele Cantone e Francesco Greco. La sesta sezione del Consiglio superiore della magistratura aveva espresso commenti poco lusinghieri. Ora il Csm si è ricreduto e ha valutato in modo positivo la norma". Salgono le pene per i reati di corruzione propria e corruzioni in atti giudiziari. Aumentano in modo considerevole le pene per l'associazione mafiosa. Potrà patteggiare soltanto chi restituirà interamente il maltolto.  Aumentano le pene per i pubblici ufficiali corrotti, con possibilità di intercettazioni a loro carico. "Sarà riequilibrato il reato di falso in bilancio, rimediando a quanto fatto dal governo Berlusconi - dice Marantelli - Il ministro della Giustizia Orlando a Varese ha incontrato l'estate scorsa una serie di enti e soggetti: in questa legge trovano risposta molte delle segnalazioni arrivate dal nostro territorio".

da Simona Carnaghi, La Provincia, 27 maggio 2015

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