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Marantelli: "Difendiamo dai violenti i nostri amministratori"

Sono passati quasi due anni dall'assalto che poi causò la morte di Laura Prati. Negli ultimi giorni altri amministratori locali sono stati minacciati di morte: è accaduto a Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende e a Nicola Fierravanti assessore a Lavena Ponte Tresa. Due casi che, ricordando quanto successo alla compagna di partito, hanno riaperto la ferita di Daniele Marantelli per un episodio che gli ha segnato la vita.

 

E' anche per questo che il decano dei parlamentari varesini ha presentato un ordine del giorno (approvato dal governo) per valutare un intervento legislativo a favore di una maggiore tutela di quegli amministratori locali che finiscano nel mirino dei violenti: "L'hanno sottoscritto anche i colleghi Rossi e Senaldi - ha detto l'onorevole varesino -e sono contento che sia passato. Dobbiamo difendere maggiormente sindaci, assessori e consiglieri comunali perché rappresentano la parte più esposta delle istituzioni e il primo baluardo della legalità".

E, a proposito di legalità, Marantelli ha basato il suo incontro di ieri nella sede PD di via Monte Rosa sulla sua attività istituzionale sulle nuove norme anti-corruzione passate nei giorni scorsi: "Un anno fa proprio a Varese - ha aggiunto il deputato del Partito democratico - il  ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva promesso un giro di vite sulla questione. Eccoci qua: sono aumentate le pene per corruzione, concussione e peculato, viene punito l'autoriciclaggio ed è stato reintrodotto il  il falso in bilancio eliminato nel 2002 dal governo Berlusconi. Infine sono state introdotte misure come il fatto che il patteggiamento per alcuni reati corruttivi sarà accettato solo se l'imputato restituirà il prezzo del profitto del reato, e così anche per la sospensione condizionale della pena. E chi ha violato le leggi sugli appalti e sulla corruzione non potrà concorrere per 5 anni. Tutto per estirpare una delle cause del declino economico del nostro Paese. Sono fiero ancora una volta di avere portato dei risultati anche perché questo provvedimento l'ho seguito passo passo". Inoltre, per una volta, sembra avere messo d'accordo opinione pubblica, politica e magistratura. Non poco, visto che, appena in Italia si tocca qualsiasi cosa, con qualunque governo ci sia in carica, di solito si scatena il finimondo: "Abbiamo tenuto conto - ha sottolineato Marantelli - dei suggerimenti dei massimi esperti del settore, come il magistrato Francesco Greco e Raffaele Cantone, alla guida dell'Autorità anti-corruzione. E' venuto fuori proprio un ottimo lavoro". Basterà per contrastare la corruzione che infesta la Penisola: "Le leggi da sole non bastano. Ma noi abbiamo dato un segnale e messo dei paletti. Le storture del sistema non mancano: dal massimo ribasso alle modifiche in corso d'opera col subentro di commissari e poteri speciali, permettono alla corruzione di insediarsi. L'obiettivo è di rivedere l'intero sistema degli appalti cercando di riportare tutto all'ordinario.

Marantelli, invece, non conferma né smentisce l'ipotesi di una sua candidatura alle Primarie del centrosinistra come sindaco di Varese: "C'è tempo". Il tempo della corruzione politica, invece, sarà davvero terminato grazie ai nuovi provvedimenti descritti dal parlamentare PD? Sarà dura, durissima. Di certo, stavolta, la politica almeno si è mossa.

da Nicola Antonello, La Prealpina, 27 maggio 2015

 

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