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Marantelli chiede nuovamente la defiscalizzazione della Pedemontana

L'entusiasmo per l'inaugurazione della Brebemi è ancora fresco, ma il Partito Democratico guarda già alla "sorella maggiore", l'opera che più sta a cuore al territorio, l'Autostrada Pedemontana lombarda (Apl), la più importante e costosa della Regione.

 

Il deputato varesino Daniele Marantelli coglie l'occasione del taglio del nastro con il "suo" premier Matteo Renzi per rilanciare la proposta, sostenuta in modo bipartisan, di defiscalizzare l'autostrada che collegherà Varese a Bergamo, in fase di realizzazione ma in cerca di finanziamenti.

In soldoni, scontando ad Apl le tasse nella costruzione della lingua d'asfalto che costerà oltre 4 miliardi di euro, si potrà ottenere un risparmio di circa 400 milioni di euro. Mica bruscolini.

Ma l'ultima parola spetta al Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica che dovrà dare il suo benestare a giorni, forse entro la fine del mese.

Al coro a favore dell'idea si unisce Marantelli, che era a Rima in Parlamento ma "col cuore" ha seguito la data epocale, sperando che sia il lasciapassare anche per la Pedemontana.

"Abbiamo seguito la vicenda Brebemi fin dall'inizio e non sono mancate le preoccupazioni - commenta l'onorevole varesino - Renzi ha fatto riferimento alla necessità di concludere in fretta le altre infrastrutture essenziali al territorio. E la più importante è proprio la Pedemontana, dopo le criticità legate al piano finanziario, che in questi ultimi anni si sono sommate alla più grave crisi economica del dopoguerra".

La strada indicata dal PD per continuare il percorso nonostante le mille salite è una sola: defiscalizzazione. "Questa manovra garantirebbe la copertura anche delle compensazioni ambientali per un'opera necessaria per l'Expo 2015 e per il sostegno al mondo economico", sottolinea Marantelli, in sintonia con il segretario regionale Alessandro Alfieri, anch'egli varesino.

Del resto, su questo fronte la squadra sembra essere unita persino al di là degli schieramenti politici, nella convinzione che non sia soltanto un territorio ma l'Italia intera a chiedere questa infrastruttura dopo quarant'anni di attesa.

"Ci siamo mossi in maniera unitaria come deputati lombardi, partendo proprio dalla compagine varesina e incontrando il Governo - rimarca uno dei volti simbolo del PD -. Abbiamo voluto rappresentare correttamente l'importanza di questa misura. Le parole usate d Renzi vanno in questa direzione (abbiamo molto apprezzato, poi, il ricordo di Laura Prati da parte del presidente del Consiglio)".

Ora gli occhi sono puntati tutti sul Cipe, l'organismo statale chiamato a dare il suo sì definitivo al progetto per defiscalizzare la Pedemontana.

"Nei prossimi giorni si terrà una riunione operativa. Su temi come questi, le polemiche e i rimpalli di responsabilità non servono a niente". Dunque, strada sbarrata alle scaramucce fuori e dentro i partiti.

"L'opera fu finanziata la prima volta nel 2006 da un Governo di centrosinistra con Romano Prodi con 1,3 miliardi di euro, oltre un terzo del totale - precisa però il deputato del PD-. Si trattò del primo esempio di federalismo infrastrutturale per combattere il collasso della viabilità nella nostra comunità. Affrontare una volta per tutte questo problema significa contribuire in maniera decisiva al rilancio economico e competitivo delle nostre aziende".

La speranza è che il Cipe confermi le indiscrezioni della vigilia e dia il via libera allo "sconto" fiscale. "Si va verso la defiscalizzazione. Questa è la conferma dell'impegno che come PD abbiamo portato avanti in tutti questi mesi - dichiara Marantelli -. Grazie al contributo fondamentale del Governo finalmente vedremo realizzata un'infrastruttura strategica per i nostri territori su cui abbiamo lavorato fin dall'inizio dell'iter".

Insomma, si respira già aria di vittoria anche se è presto per stappare la bottiglia. "Il pubblico ha fatto la sua parte, ha fatto il suo dovere, il resto dovrà essere garantito dall'apporto finanziario e dal pedaggiamento - conclude Marantelli-. Noi diciamo sì alla Brebemi, allo sblocco delle opere sul lato a est di Milano. Ma è tempo di guardare anche a ovest, per investire sulla rete stradale, ferroviaria e aeroportuale del nostro territorio".

da Elisa Polveroni, La Prealpina, 24 luglio 2014

 

 

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