Marantelli: "Moretti deve capire che Aermacchi non è una fabbrica qualunque"

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Nel giorno in cui sono scattati gli arresti nei confronti di Pier Francesco Guarguaglini, ex presidente di Finmeccanica, secondo il deputato del Pd Daniele Marantelli, la cosa che deve preoccupare di più è un’altra. «Capisco che nelle posizioni apicali si vogliano mettere persone di fiducia – dice il deputato del Pd – ma "far fuori" il direttore generale di Alenia Aermacchi, Massimo Lucchesini, un progettista di prim’ordine, inventore della macchina che Alenia vende meglio, ovvero l’addestratore M346, è una vera pazzia. Comunque, nei prossimi giorni chiederò su questo punto un’audizione parlamentare al nuovo presidente Mauro Moretti».

 

In effetti, il gioiello pensato e realizzato negli stabilimenti di Venegono Superiore è quello che dà la maggiore marginalità ad Alenia-Aermacchi. Ci sono anche altri prodotti che escono da quegli stabilimenti, ma si tratta per lo più di subforniture per aerei civili, come le gondole (i grossi contenitori che ospitano i motori sotto le ali) per Boeing e Airbus. E se si considera che nel bilancio consolidato di Finmeccanica su 16.033 milioni di euro di ricavi, 14.093 milioni arrivano proprio dall’aerospaziale e dalla difesa, allora si capisce anche che Aermacchi non è una fabbrica come tutte le altre.

 

Secondo Marantelli, parlare dello spostamento della sede legale è uno specchietto per le allodole. «Qualcuno mi deve spiegare perché non hanno mai fatto un cda a Venegono» sottolinea ironicamente. Il parlamentare del Pd sostiene che il vero problema sia la riproposizione da parte di Finmeccanica di un modello organizzativo vecchio e non rispondente alle esigenze del gruppo e che rischia di staccare i centri produttivi da quelli progettuali. «Quello che bisogna garantire ad Aermacchi – continua il deputato del Pd - è l’autonomia progettuale, produttiva e gestionale. A Venegono bisogna entrare con un foglio bianco e uscire con il prodotto finito. E lo stesso discorso vale per Agusta. Le funzioni rilevanti devono rimanere sul territorio perché la competitività oggi è tra territori».

E poi c’è la questione relativa ai lavoratori che in Alenia Aermacchi sono 11.700, di cui 1.700 occupati negli stabilimenti di Venegono Superiore. Il sindacato ha protestato più volte per l’uso massiccio di interinali stranieri, soprattutto rumeni, perché creavano problemi a chi doveva affiancarli per trasmettere le necessarie informazioni. «Questi non sono lavori come tutti gli altri – conclude Marantelli – . Si tratta di lavorazioni strategiche, complesse e per formare un lavoratore in questo settore ci vogliono anni. È anche legittimo che un inglese o un rumeno un giorno vogliano ritornare nel proprio paese di origine, quindi è meglio assumere persone del territorio perché è qui che bisogna continuare ad alimentare il terreno che ha permesso la nascita del distretto aerospaziale».

da Michele Mancino, Varesenews, 1 luglio 2014