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Radio Radicale, Marantelli: "Napolitano, discorso da gigante"

Daniele Marantelli intervistato da Alessio Falconio sul discorso di insediamento di GIorgio Napolitano per il secondo mandato come presidente della Repubblica.
"Ho apprezzato quella che è stata la sua correzione, più che un intervento. Un discorso che colpisce, emozionante e straordinario più di quanto abbia ascoltato alla Camera nelle ultime settimane. Discorso da gigante, anche quando ha tirato frustate in faccia al mio schieramento. Richiamando tutti alla responsabilità ha indicato una prospettiva per il paese. Consapevole di essere di fronte a una crisi, ha indicato la rotta. Non basta la legge elettorale, si deve superare il bicameralismo perfetto, una nuova politica economica che rilanci lo sviluppo sostenibile. Una giornata che resterà nella storia per l'importanza di questo discorso, per la cornice sociale in cui è avvenuto, la consapevolezza di essere di fronte ad un paese in difficoltà, con 3 milioni disoccupati, 4 milioni di poveri, pressione fiscale insostenibile per chi le paga.

Oggi c'è stato un potentissimo richiamo alle responsabilità e al realismo.
Tutto l'orgoglio di aver sentito una persona che viene dalla mia storia e che ha contribuito alla formazione di tanti leader politici che hanno imparato a mettere l'interesse del paese davanti all'interesse di partito.
Direzione del Pd: è del tutto evidente che il Paese ha bisogno di un governo che prenda in mano i problemi, li affronti di petto con risolutezza.
Molto dipenderà dal programma, che riprenderà il lavoro dei saggi. Molto dipenderà dalla composizione del governo, ma Napolitano è talmente consapevole della situazione e del contesto, delle difficoltà delle forze politiche da operare con lungimiranza.
Ci troviamo di fronte ad un passaggio impegnativo, ma il Pd, che ha scritto una pagina non positiva, ha trovato anche la forza di imprimere un colpo di reni, quando ha capito che l'unica strada per evitare il collasso delle istituzioni era quello di chiedere a Napolitano di tornare.
L'abbiamo votato alla grande, a parte Civati ha deciso di votare scheda bianca, decisione legittima ma surreale.
Quando ho accettato di fare il deputato mi hanno chiesto 30 mila euro per cominciare, e poi di sottoscrivere l'impegno di rispettare le idee del gruppo. Quando si è qui, in Parlament, si deve ragionare da uomo delle istituzioni, oltre alla libertà di pensiero ci vogliono vincoli di disciplina, perché è giusto avere libertà di idee, ma l'anarchia e l'individualismo sono un tumore che va reciso.

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